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Il translanguaging come strumento di giustizia sociale



La professoressa Ofelia García insiste sul fatto che il translanguaging sia, non solo un mezzo didattico per la valorizzazione del repertorio linguistico degli studenti ma anche uno strumento di giustizia sociale.


L'approccio tradizionale e monolingue tiene in considerazione e testa solamente le competenze nella lingua dominante e considera le competenze nelle altre lingue qualcosa di secondario e accessorio.


Questo è profondamente ingiusto secondo Garcia, perché questo modo di vedere l'educazione non dà la possibilità a tutti gli studenti di esprimere il proprio potenziale che passa ovviamente anche dalle loro competenze linguistiche "invisibili".


García utilizza una metafora forte per illustrare questo concetto: 

valutare un bambino bilingue sulla base di una sola lingua è come valutare un batterista che suona con una sola mano, mentre i monolingui suonano con entrambe le mani. Il suono prodotto non può essere lo stesso, eppure le aspettative di rendimento rimangono le stesse.

Il translanguaging è quindi, secondo Garcia un atto di resistenza contro le ideologie linguistiche coloniali, che hanno imposto gerarchie tra le lingue e marginalizzato quelle che non appartengono al canone delle lingue di prestigio.

Il translanguaging sfida queste gerarchie e restituisce dignità a tutte le lingue. (in Cognigni 2020: 144)

 
 
 

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