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Da dove vengono i cinesi in Italia e in quali ambiti lavorano?

La stragrande maggioranza delle famiglie cinesi in Italia viene dal sud della provincia dello Zhejiang, nelle contee di Wenzhou, seguita dalla regione confinante del Fujian (dati ISTAT 2007).


La lingua parlata nello Zhejiang, oltre al cinese mandarino è il Wú yǔ (吴语), chiamato spesso dai cinesi con cui lavoro "dialetto di Wenzhou" (温州话), nonostante non si tratti di un dialetto , ma di una lingua molto diversa dal mandarino, forse una delle più distanti nel gruppo delle lingue cinesi.


Similmente a quello che succede nel nostro Paese, le nuove generazioni cinesi sia in Cina, che in Italia, stanno via via perdendo la capacità di parlare in questa lingua, una piccola minoranza di giovani tuttavia si sforza di parlare il Wú yǔ per comunicare con i loro nonni, alcuni dei quali non possiedono una competenza sufficiente in mandarino. 


Gli abitanti dello Zhejiang sono conosciuti in tutta la Cina per la loro grande inclinazione imprenditoriale. 


Secondo i dati forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  la distribuzione dei cinesi in Italia rivela una concentrazione significativa nel settore del commercio, che impiega il 30,3% dei lavoratori cinesi, seguono l’industria, con un’incidenza del 29,4% (rispetto al 20% degli altri lavoratori non comunitari), e il settore della ristorazione, che impiega oltre il 25% della manodopera cinese, confermando il radicamento della comunità in tale ambito.  


Dal punto di vista imprenditoriale, la comunità cinese rappresenta il 13,2% dei titolari di imprese individuali extra-UE, con 51.562 attività registrate al 31 dicembre 2022, e un’equa distribuzione di genere tra i titolari (52,8% uomini e 47,2% donne). Più di un terzo di queste imprese opera nel commercio, mentre il 33% è attivo nel manifatturiero, settore in cui le aziende cinesi rappresentano il 55,6% del totale delle imprese manifatturiere a titolarità extra-UE.

Questi dati evidenziano il forte protagonismo della comunità cinese nell’imprenditoria italiana, in particolare nei settori commerciali e manifatturieri.


Nelle Marche

Nelle province marchigiane, la manifattura calzaturiera costituisce un polo d’attrazione specifico per la comunità cinese, la cui presenza imprenditoriale e lavorativa ha contribuito in modo rilevante alla continuità del settore in queste zone. 


La maggioranza delle aziende cinesi nel maceratese e nel fermano sono a conduzione familiare e si occupano soprattutto di tomaie e orlatura in collaborazione costante con medie o grandi aziende calzaturiere italiane. 


La collaborazione con le aziende italiane costringe ogni piccola impresa ad avere almeno una persona che sappia parlare italiano e conosca il gergo tecnico, non solo del settore in generale, ma anche in gergo locale non condiviso con altre parti di Italia. 


Un esempio di una parola locale che tutti i cinesi in questo settore conoscono è "tappa": cioè un kit con tutto il necessario che l'azienda dà all'azienda subordinata cinese per la lavorazione delle sue tomaie. 


 
 
 

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